Il Sagittario

 

Sempre la stessa opera. Nell’atto I, scena II, lo stesso Jago suggerisce che per trovare dove sia rintracciabile il Moro, occorra indirizzare le ricerche al “Sagittario” (“…lead to the Sagittary the raised search.”). Sino ad oggi nessun commentatore ha mai saputo dare una spiegazione accettabile di cosa fosse il Sagittario, non avendo il testo originale altri riferimenti utili. Recenti nostre ricerche svolte hanno individuato in quella indicazione una locanda, la quale all’epoca aveva una insegna che derivava il nome dal quartiere periferico degli arsenali dove si fabbricavano frecce, dardi e balestre. La strada che allora conduceva in quel quartiere aveva l’antico nome di via “Frezzaria”, toponomastico che tutt’oggi è ancora visibile in una targa toponomastica posta all’angolo con il Sottoportego della Corte Contarina, oggi in pieno centro della città. La tragedia ha come fonte di ispirazione gli “Hecatommiti” di Giovan Battista Giraldi, detto Cinzio, pubblicati a Venezia nel 1565 (Settima novella, senza titolo, della III decade delle novelle). È noto che il Florio fu ospite a Pavia del Cinzio, quando il poeta ferrarese insegnava a Pavia.

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