Famagosta

 

In quell’opera, la terza scena si apre nella Sala del Consiglio a Palazzo del Doge di Venezia dove sono riuniti il Doge, i senatori e i più alti comandanti della flotta veneta. È una riunione di governo per l’allarme appena ricevuto a Venezia dal fronte dell’Egeo a seguito della notizia che la flotta turca si stava dirigendo verso l’isola di Rodi. Segue un rapporto di un senatore che illustra la strategia da seguire per fronteggiare quella inattesa mossa del nemico. Costui spiega che l’incombente minaccia altro non sarebbe che una manovra per trarre in inganno le difese di Cipro. Egli spiega al Doge: “Basta considerare l’importanza di Cipro per i turchi…” Non solo. Ma quell’isola è anche più facile ad espugnarsi perché non ha le fortificazioni di Rodi né le sue protezioni naturali. Riflettiamo su questi punti e non ci parrà possibile che i turchi siano tanto sciocchi da lasciare per ultimo ciò che è per loro di primaria importanza e rinuncino ad un tentativo facile e proficuo per cacciarsi inutilmente nei guai.” Il Doge osserva: “Dunque i turchi non mirerebbero a Rodi”. Dunque non c’è dubbio che essi mirino a Cipro.

L’autore con ciò dimostra come egli conoscesse bene come si fosse svolta la situazione sia a Venezia che nei lontani possedimenti nell’Egeo, che - tra l’altro - ebbe anche modo di conoscere di persona egli stesso.

 

 

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