Il Convento dei Francescani

 

Quando nel 1534 Michelangelo Florio venne assegnato come predicatore al Convento francescano di Siena, il Padre Superiore in quei giorni era Domenico Tommasini, detto Bernardino Ochino, soprannome dovuto al fatto che era nato nella locale contrada dell’Oca. Padre Ochino era in quell’epoca il predicatore più apprezzato dalla Chiesa per il suo fervore e le doti di comunicazione.

Tra il giovane Michelangelo e il suo superiore vi fu subito una forte comunanza di intenti, talché quando l’Ochino veniva convocato per tenere conferenze o cicli di predicazioni in importanti occasioni recava con sé anche il giovane novizio per le sue doti di cultura e di dialettica. Una di queste occasioni fu l’incarico ricevuto da Ochino di presenziare alle cerimonie organizzate a Napoli nel novembre del 1535 in occasione della visita nella capitale di quel Vice Regno di Carlo V. L’imperatore stava in quei giorni raggiungendo il porto di Napoli alla testa della flotta che aveva terminato la vittoriosa spedizione a Tunisi dove aveva annientato le navi saracene che compivano spesso incursioni lungo le coste italiane con atti di pirateria. Bernardino Ochino era stato invitato a Napoli per pronunziare l’omelia nel corso della cerimonia religiosa nella Chiesa di San Giovanni Maggiore, dinanzi all’imperatore. Durante quel soggiorno napoletano l’Ochino ebbe modo di conoscere Juan de Valdés, dal quale fu fortemente influenzato per la sua azione di riforma delle istituzioni della Chiesa Cattolica. In quell’alto consesso l’Ochino pronunciò la sua condanna per la corruzione delle gerarchie ecclesiastiche di quei tempi con precisi accenni alle nuove istanze per la riforma delle istituzioni della Chiesa Cattolica. Fu appunto in quella storica occasione che sia l’Ochino che il suo giovane confratello Michelangelo dettero inizio alla loro adesione alla Riforma luterana. In seguito ambedue aderirono al nuovo ordine degli Osservanti detti “Cappuccini”, di cui Bernardino Ochino venne poi nominato Generale dell’Ordine.

Tornati in sede a Siena dettero ambedue inizio ad una solidale iniziativa di divulgazione delle nuove istanze riformatrici in molte regioni e città italiane. Bernardino Ochino dovette sottrarsi alla Inquisizione fuggendo in esilio a Londra nel 1542, mentre Michelangelo Florio continuò impavido la sua missione in Valtellina per raggiungere poi il suo superiore in Inghilterra nel novembre del 1550.

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