Lo Studio Merula a Villa Corio

 

Tra i letterati chiamati a Milano da Lodovico il Moro nel 1483 vi era il noto grecista Giorgio Merlano di Negro che insegnava a Venezia. Anche a Pavia verso la metà del XIII secolo vi era presso l’Università una vasta biblioteca che vantava tra gli altri molti manoscritti di letteratura greca e presso lo Studio di Pavia si tenevano corsi di greco antico tenuti da Francesco Filelfo, Giorgio Valla e Costantino Lascaris, quest’ultimo esule dalla Grecia. Negli ultimi anni di quel secolo Ludovico il Moro invitava a Milano anche Giorgio Merlano di Negro, detto Giorgio Merula, che aveva maturato una profonda conoscenza della letteratura greca all’università di Padova, avendo frequentando i corsi del cardinale Giovanni Bessarione. Una volta giunto nel Ducato di Milano egli fonda a Pavia lo Studio Merula che si afferma tra le più importanti scuole di greco del tempo, a livello di quelle di Venezia, di Messina e dello Stato della Chiesa a Roma.

Erano gli anni in cui anche il Ducato di Milano, come la Repubblica di Venezia, lo Stato del Vaticano e il Granducato di Venezia, organizza varie spedizioni in Grecia per il recupero dei manoscritti della letteratura greca per salvarli dalla furia distruttiva degli eserciti turchi, come riporta anche Alessandro Manzoni nel suo libro “I promessi sposi” (Capitolo XXII - 166). Nel 1488, con l’ampliamento della biblioteca si rende necessario trasferire da Pavia a Milano la sede dello Studio Merula, che trova così la sua nuova collocazione nella bella villa fuori da Porta Ticinese, in località Ronchetto sul Naviglio Pavese. Il trasferimento si era reso necessario nella previsione dello sviluppo che il ducato si stava dando nel momento più fulgido del Rinascimento lombardo, che nei decenni immediatamente successivi avrebbe portato a operare a Milano uomini come Leonardo da Vinci, Baldassarre Castiglione, Donato Bramante, Vecellio Tiziano, Bramantino, il filologo Giorgio Valla, il letterato Gian Battista Giraldi e il grecista Demetrio Calcondila per citare i più noti. Si ha ragione di ritenere che durante gli anni della permanenza di Michelangelo Florio a Milano egli abbia frequentato quel celebre Studio di greco, considerato il suo specifico interesse per la letteratura classica e di ricercatore di testi della classicità.

Oggi purtroppo la località è stata raggiunta dal disordinato espandersi della città e recenti interventi di presunto restauro hanno inesorabilmente mutato l’originaria destinazione d’uso. Recenti studi hanno individuato le poche decorazioni murali e gli stemmi nobiliari in cartiglio ancora rimasti. All’entrata, nel soprarco interno, lo stemma araldico dei Corio appare ancora tra festoni di frutti e nastri gotici, del tutto simili a quelli del refettorio in Santa Maria delle Grazie, chiesa coeva di arte leonardesca. Decorazione simile, dal tono più aulico, affiora ancora a tratti sotto la calce nella corte nobile. Di quel fulgido secolo è rimasta solo la toponomastica; la targa comunale indica: “Via Giorgio Merula”. Oggi purtroppo i milanesi si chiedono: Ma chi era costui?

SITO IN ALLESTIMENTO

Copyright © 2017 www.shakespearetoitaly.it. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.