Palazzo Saporiti

 

La zona era al limite della parte orientale e il terreno assegnato era posto sulla destra della strada che menava alla Porta della città detta Orientale e proseguiva appunto per il Lazzaretto, dirigendosi poi a Monza e a Bergamo. Quella strada è oggi il moderno Corso Venezia che termina appunto con la monumentale Porta Venezia. Sul quel terreno venne realizzato il nuovo convento dei Cappuccini con a fianco una chiesa dedicata alla Immacolata Concezione. Quella chiesa - oggi del tutto scomparsa - si trovava fin d’allora in posizione arretrata rispetto alla strada in modo da formare davanti al sagrato una piccola piazza cintata da quattro olmi, particolare non trascurabile essendo citato sia dal Florio nell’opera in esame, come pure dal Manzoni nella sua opera (“Promessi sposi” - cap. XI r. 410-540). Il nuovo convento invece era sul fronte ed in linea con la strada sul luogo dove oggi si può ammirare il bel Palazzo Saporiti costruito sullo stesso sedime in Corso Venezia al numero civico 20. Come si vede il nostro autore dimostra ancora una volta la sua conoscenza dei luoghi che ci descrive nelle sue commedie.

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