La Chiesa di San Giovanni Battista, detto dei Fiorentini

Ne parla il personaggio Borraccio (fine dell’atto II, scena terza dell’opera “Molto rumore per nulla”), come luogo dove Claudio troverà la mattina seguente Ero, la figlia del Governatore Lionato. In origine era un tempio in stile gotico, costruito dai Greci nel 98 prima di Cristo, chiamato poi dai Romani Tempio di Ercole Manticolo. Con l’avvento del Cristianesimo divenne una parrocchia dedicata a San Michele. Verso il XV secolo, banchieri e mercanti fiorentini si stabilirono a Messina a fare affari specie nei settori della produzione e tessitura della seta. Essi si stabilirono in quel quartiere, per cui la chiesa fu rinominata di “San Giovanni Battista”. Col tempo, verso il 1580, fu aggiunto l’indicativo “dei Fiorentini” essendo quello il santo preferito di chi era stato battezzato nell’omologo Battistero a Firenze.

In seguito (Atto III, scena III) sempre Borraccio tramando con Corrado, svela che Claudio, il giovane fiorentino, ha giurato che all’indomani raggiungerà quella chiesa del quartiere dove si celebrerà il matrimonio per svergognare la sposa davanti a tutti gli invitati.

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