La casa di Pompeo

Anche sulla storia di Roma e del suo Impero l’autore dà ampia prova della conoscenza e padronanza della materia. Su questo argomento egli dedica ben quattro opere: “Giulio Cesare”, “Coriolano”, “Tito Andronico” e “Antonio e Cleopatra”. In quest’ultimo lavoro Florio ricorda che le forze di Pompeo erano schierate a Capo Miseno (Atto II, scena II). Ma in seguito, quando Pompeo riceve i suoi generali, che recano notizie da Roma circa la reazione delle legioni di Cesare, egli comprende che gli eventi sul fronte stanno volgendo al peggio per lui. Sulla scena dell’opera questo incontro è posto “nella sua casa di Messina.”. Questo avviene prima della disfatta definitiva del suo esercito e della flotta che diserterà il campo di battaglia. Ma ciò che non avrebbe dovuto sfuggire ai critici e agli storici è la circostanza che l’autore dia prova della sua conoscenza della storia dell’Impero Romano ponendo a Messina il luogo in cui Pompeo aveva trasferito la propria famiglia e dove avviene quell’incontro poco prima della sua fine ingloriosa.

Purtroppo a Messina, come sappiamo, ogni sito storico non è più individuabile nella sua originaria collocazione; tuttavia quella precisa indicazione posta nella prima scena del secondo atto: “Messina. Nella casa di Pompeo” conferma l’alto livello di conoscenza dell’autore in materia di storia dell’impero romano. Quanti a Londra del XVI secolo sarebbero stati in grado di indicare un tale particolare dettaglio storico?

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