La Chiesa dell’Incoronata

 

Verso la fine del IV atto, scena prima della stessa commedia, l’autore parla di un “tempio”, cioè una chiesa dove si celebra il matrimonio. Non può che trattarsi dell’unica chiesa annessa al Mausoleo del Gonzaga, opera di G.B. della Porta. L’unicità di questi elementi architettonici riscontrabili nel testo dell’opera e gli stessi rapporti intrattenuti dal Florio con l’amica Giulia Gonzaga, con la quale ebbe una intensa colleganza, riconducono sicuramente alla identità della “Piccola Atene” di Sabbioneta. La loro amicizia risaliva ai giorni della comune adesione al gruppo dei riformatori facenti capo al de Valdés a Napoli, quando la duchessa si trasferì da Sabbioneta al Castello di Fondi ereditato dopo la morte del marito, principe Vespasiano Colonna di Fondi.

Abbiamo visto come la Lombardia e il Veneto siano stati ampiamente illustrati nei testi delle opere teatrali. Occorre rilevare che l’autore non solo ne fa oggetto dei luoghi scenici delle storie e delle trame della sua drammaturgia, ma attraverso i personaggi egli ripercorre la storia politica dei principali eventi del secolo XVI. Sulla Lombardia e in particolare sulla città ducale di Milano l’autore esprime ripetutamente i sentimenti personali più toccanti.

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